Alla scoperta di Tangeri

Quando si parla di vacanze in Marocco si pensa soprattutto a Marrakech che è tra le più conosciute delle mete turistiche del Marocco. Noi invece vogliamo scoprire Tangeri, che certamente non ha nulla da invidiare alle altre città.

TangierFoto Pubblico Dominio

Iniziamo col dire che Tangeri, anticamente chiamata Tingis, è un porto molto importante sullo stretto di Gibilterra, al Nord del Marocco e dell’Africa. Lo stretto di Gibilterra separa il Marocco dalla Spagna e dunque l’Africa dall’Europa. Qui si fondono il Mar Mediterraneo e l’Oceano Atlantico.
Vista la sua posizione strategica, la città di Tangeri ha rivestito da sempre un ruolo molto importante e ciò ancor di più dal 1923 al 1956, quando fu proclamata città internazionale.
La sua storia è fatta di invasioni e occupazioni da parte di vari popoli e nazioni e ciò ha fatto sì che la città sia veramente cosmopolita: si parla l’arabo, il francese e lo spagnolo.
D’altronde la Spagna dista solo 14km. Tangeri è molto facilmente raggiungibile con i traghetti. Il porto è vicinissimo alla stazione ferroviaria e dei bus quindi lo spostamento in città e nei suoi dintorni è veramente agevole.

Il clima per lo più mediterraneo è particolarmente piacevole in tutte le stagioni. In inverno può esserci qualche pioggia, ma non di rilevante intensità. Le temperature in questa stagione sono in media di 8 gradi nei valori minimi e di 17 gradi nei valori massimi. In estate si va dai 20 gradi ai circa 30 nelle ore più calde; raramente si supera questi valori. L’umidità invece è abbastanza elevata. La temperatura dell’acqua si aggira intorno ai 14 gradi d’inverno e 22 gradi in estate.

Partiamo ora alla scoperta della città: dal porto si arriva abbastanza velocemente alla Kasbah che è una porzione fortificata della Medina.
Qui troviamo il Museo della Kasbah, chiamato Dar Al Makhzen o Palazzo del Sultano; fu costruito nel secolo XVII e servì da residenza ai vari sultani. Poi, nel 1992, il Palazzo è diventato un Museo, anzi due, visto che c’è il Museo delle Arti del Marocco e il Museo delle Antichità. Qui sono racchiuse le testimonianze dell’incontro tra le varie culture che hanno arricchito la città.
Ci sono molte sale in cui sono esposti, oltre ai reperti, anche oggetti d’artigianato locale come gioielli, vasellame, ricami e tappeti kilim berberi; vale la pena soffermarsi ad ammirare anche le magnifiche porte di legno intagliato e i fantastici mosaici.

Proseguendo per la Medina troviamo la Grande Moschea: pare che fosse all’origine un tempio romano e che in seguito i Portoghesi vi costruirono una chiesa.
Nel cuore della Medina c’è una piazzetta, Piccolo Socco o Petit Souk, circondata da ristoranti, bar e caffè; qui tanti artisti hanno cercato e trovato l’ispirazione. Qualche esempio: Delacroix, Matisse, Joseph Kessel e Paul Bowles.

Tanger_Moschee

Foto CC BY-SA 3.0 di Hedwig Storch

Sempre nella Medina si trova l’Old American Legation Museum che è anche un centro di ricerca e di studio.
Ci spostiamo un poco per arrivare al quartiere Marshan. Qui troviamo il Museo Forbes, nel Palazzo Dar El Mandoub; questo palazzo è un vero gioiello di architettura moresca del XIX mo secolo. Il museo prende il nome dal miliardario americano Malcolm Forbes che fece costruire il palazzo.
Forbes aveva raccolto una collezione incredibile, di più di 100.000 soldatini di piombo, nella rappresentazione delle più celebri battaglie, come per esempio quella di Waterloo.
Purtroppo oggi questa collezione non si può più ammirare interamente perché una parte è stata venduta dagli eredi di Forbes ma una parte è stata donata alla città. Il palazzo è stato ricomprato dallo stato e oggi ospita i vari capi di Stato in visita a Tangeri. Una curiosità ancora: qui Forbes festeggiò il suo compleanno insieme a Liz Taylor, sua compagna di allora; alla festa in grande pompa parteciparono molti politici e personaggi celebri, dello spettacolo e non,  internazionali.

La città nuova è attraversata dal Boulevard Pasteur, che è la strada principale della città moderna; qui si trovano tutti i negozi più eleganti. Poi c’è la piazza Grande Socco (Grand Souk) dove un grande mercato pieno di colori dà delle sensazioni olfattive incredibili: i profumi delle spezie si mischiano agli odori di carne grigliata.
Non molto lontano c’è uno degli alberghi più belli di Tangeri; qui hanno soggiornato, tra tanti altri, Winston Churchill e Rita Hayworth. Bernardo Bertolucci ha girato qui alcune scene del film “Il tè nel deserto”, tratto dal romanzo di Paul Bowles.
Sempre nella città nuova, troviamo un belvedere, la “Terrasse des Paresseux”. Di giorno c’è una vista fantastica sul porto, la Medina, lo stretto e la costa spagnola; di notte diventa un luogo animato dalla movida.

Per quanto riguarda le spiagge, invece, la scelta è ampia: si può scegliere di stare sul Mar Mediterraneo o sull’Oceano Atlantico. Scegliendo il Mediterraneo, dopo Cap Malabata, a meno di 10km, saremo affascinati dalle lunghe distese di sabbia. Dirigendoci invece verso Cap Spartel, sull’Atlantico, troviamo la spiaggia di Sidi Kacem dalla quale possiamo arrivare anche alle Cave di Hercules; si tratta di grotte naturali formate dal movimento delle onde del mare sulla pietra. La leggenda narra che le grotte erano la dimora di Ercole quando separò l’Europa dall’ Africa. La visita delle grotte costa pochissimo ma, essendo un luogo molto visitato dai turisti, nei suoi dintorni è pieno di venditori di souvenirs.

Più in là ci sono alcune spiagge un poco più nascoste come quella di Las Cuevas, dove possiamo trovare anche dei posticini carini, senza pretese,  dove mangiare pesce arrostito, appena pescato.
Ci sono comunque tante altre spiagge, come Tangier Beach e Dalia Beach. Non è raro vedere i cammelli sulle spiagge; vengono proposti ai turisti per fare delle passeggiate.
Si possono fare anche vari tour in barca e altrettanti sport acquatici. Ci sono delle scuole di surf, windsurf e kitesurf.
Un’altra proposta ancora per i più avventurosi; si tratta dei tours 4X4 e fuoristrada: un vero spasso!
Il quad-bike può invece essere interessante anche per le famiglie.

Per quanto riguarda il lato gastronomico della vacanza, si può stare tranquilli: c’è una tale varietà di tipi di cucina da non aver altro problema che l’imbarazzo della scelta.
La storia della città ha ovviamente influenzato anche la sua cucina; troviamo dunque un mix della cultura gastronomica europea e di quella africana.
L’influenza araba ha portato tutte le spezie; quella spagnola le olive e l’olio d’oliva; il pane è dovuto ai Francesi, ecc…
Molti piatti tipici sono a base di pecora, agnello e capra che vengono allevati sul posto in grande quantità. Per esempio c’è la tajine (nome della pentola in terracotta con il coperchio a punta ) dove cuociono varie carni e pollame; non può mancare il couscous, con carne e verdure, ma trattandosi di una città di mare il pesce è molto presente, così come i frutti di mare.
C’è comunque una grande scelta di ristoranti, ognuno con la propria cultura gastronomica e soprattutto con i propri prezzi, dal più economico al più costoso.