Divertimento a Malta

Da qualche tempo a questa parte, nella mappa dei luoghi devoti al divertimento fa capolino Malta, un’isoletta a poche centinaia di km dall’Italia che, però, riserva non poche sorprese. Se fino a qualche anno fa il turismo giovanile, quello orientato sul divertimento, non prendeva molto in considerazione questa meta turistica, oggi come oggi Malta è diventata il fulcro della movida europea e se la batte con altre nazioni che da sempre hanno questo ruolo nell’immaginario collettivo. Malta sarà la nuova Ibiza? Probabilmente è un po’ forzato come paragone ma, di sicuro, tra qualche anno se ne potrà riparlare.

Quello che attrae di Malta, e che ha attratto anche i colonizzatori che sono arrivati in questa terra, è la posizione strategica al centro del Mediterraneo, che la rende facilmente raggiungibile e a metà strada tra Europa e Africa. Se in un primo momento Malta venne colonizzata da fenici, romani, arabi, angioini, aragonesi, italiani e inglesi, per il controllo del Mediterraneo, oggi quella posizione così strategica la rende una vera e propria perla di quello stesso mare e la decreta isola del divertimento, facile da raggiungere e molto viva. La storia di Malta ha radici molto remote, dato che le prime testimonianza di umani sull’isola risalgono addirittura al 5200 a.C. Si tratta, quindi, di una terra da sempre abitata e, pertanto, le tradizioni e le testimonianze di tutte le civiltà che ne hanno conquistato il suolo sono un valore aggiunto che rendono Malta una delle più belle isole del Mediterraneo e non solo.

Malta vista da La valletta

Foto Pubblico dominio

Malta si raggiunge molto agevolmente, dato che molte compagnie low cost hanno pensato a dei voli che partono dai principali aeroporti e che, con i loro costi abbastanza ridotti, spingono i giovani a scegliere proprio questa come meta delle loro vacanze. Senza dimenticare il fatto che Malta è raggiungibile anche in traghetto. Se si considera, inoltre, che qui si trova tutto quello che si desidera per divertirsi, passare un’estate indimenticabile fatta di mare e divertimenti e per poter viaggiare anche con un low budget, il gioco è fatto.

Ma dove ci si diverte a Malta e cosa offre l’isola in tema di divertimenti? Come detto, Malta è un’isola stupenda, che racchiude in sé molte sfaccettature che vanno da una storia millenaria al mare e al sole, ma anche al divertimento notturno. Chi arriva a Malta con l’idea di divertirsi non verrà di certo deluso, perché qui, anno dopo anno, stanno crescendo locali, discoteche, ristoranti e quant’altro e il mondo del divertimento non può che esserne felice. Malta, quindi, viene presa d’assalto, esattamente come la Sardegna o Ibiza, da tutto coloro che vogliono passare un’estate piena di caldo sole, mare e divertimento. Cosa ci può essere di meglio di godersi il tramonto su un’isola che si pone al centro di uno dei mari più belli del mondo, ossia quello Mediterraneo? Prima di addentrarci nei consigli veri e propri, si deve sempre ricordare che Malta non è un’unica isola, ma raggruppa un insieme di isole che sono isola di Malta, isola di Comino e isola di Gozo.

L’isola di Comino è unica nel suo genere, perché è pressoché disabitata ma ha di sicuro il mare più bello di tutto l’arcipelago.

Naturalmente, l’isola di Malta è la più frequentata e la più amata. Qui la movida notturna si concentra soprattutto nelle due principali città che sono La Valletta, che è la capitale dell’isola, e St Julian. La Valletta offre davvero moltissimo a tutti coloro che arrivano. Che si tratti di giovani in cerca di divertimento o di appassionati di musica classica, la città è senza dubbio la meta ideale. Qui si trova il famoso teatro Manoel che è un vero e proprio luogo di culto per tutti coloro che sono appassionati di musica classica e rappresentazioni teatrali. Qui, infatti, vanno in scena tutti i maggiori eventi culturali dell’isola ed è anche la sede della famosa Orchestra Filarmonica maltese.

Teatro Manoel

Foto CC-BY-SA di Frank Vincentz

Ma chi va al teatro non può lasciarsi sfuggire l’occasione di prendere un caffè in uno dei bar più antichi della città. Si tratta della caffetteria del teatro, che si trova nel magnifico cortile interno di Casa Bonici, che è uno splendido palazzo settecentesco collocato in Old Bakery Street.

Per tutti coloro che, invece, vogliono divertirsi senza prestare troppa attenzione a tutto ciò che è culturale, consigliamo di frequentare i tantissimi bar e locali di La Valletta che sono la meta preferita sia della gente del posto che degli stranieri in cerca di divertimento. Uno dei bar senza dubbio più noti della città è il Cafe Jubilee, uno dei posti più frequentati che si trova sulla St Lucia Street. Si tratta di un bar dove si può mangiare cucina tipica e immergersi nel mondo del blues, del jazz e delle musiche etniche. Qui ci si ritrova e si possono incontrare persone da ogni parte del mondo. Anche il Trabuxu è un locale molto frequentato. Facile da raggiungere, dato che si trova nel pieno del centro storico, questo locale offre tantissimi vini molto pregiati ai clienti. Si tratta di un wine bar alla moda, dove gustare anche ottimi piatti della tradizione. Il lungomare di La Valletta, poi, è pieno di bar più o meno piccoli, che offrono musica tutte le sere e dove si può bere e divertirsi. Stiamo parlando, ad esempio, del V5 Bar, nel Q Bar e di molti altri.

Anche St Julian è piena di divertimenti, tra cui discoteche in cui scatenarsi a ritmo di R&B, salsa, hip hop e quant’altro. Ci sono anche molti locali notturni di vario genere.

Per quel che concerne la vita notturna a Gozo, si deve dire che anche qui ci si diverte fino a notte fonda e ci sono due locali, l’Aurora e l’Arena, che ospitano spesso moltissimi cantanti e gruppi famosi. Anche qui si trovano club, discoteche, bar e tutto quello che si desidera per passare una vacanza all’insegna del divertimento.

La lingua ufficiale dell’isola è l’inglese, il che facilita i turisti che sempre più numerosi giungono da ogni dove!

Vita notturna a kos

Per tutti coloro che amano la Grecia, le sue isole, le spiagge, l’arte ma anche il divertimento, Kos è, senza dubbio, la meta ideale. I numeri riguardanti il turismo sull’isola crescono di anno in anno tanto che si può tranquillamente affermare che si tratta della seconda isola del Dodecanneso per quel che concerne il numero dei turisti che arrivano e che la scelgono come meta delle loro vacanze. Del resto, Kos è un’isola che incanta di giorno e di notte, sia grazie alle spiagge bellissime e tipicamente mediterranee, sia grazie all’intensa vita notturna, che anima le viuzze della città.

Prima di parlare della vita notturna di Kos, è importante descrivere l’isola in tutto il suo splendore, andando a cogliere tutte le sue mille sfumature che la rendono così unica e tanto amata. Quello che attrae di Kos è innanzitutto il mare: le sue spiagge sono caratteristiche per la sabbia molto fine che abbracciano un mare cristallino. Anche le calette che si trovano qua e là sono molto suggestive e rendono Kos una meta adatta a tutti. Si tratta, infatti, di un’isola molto romantica ma al tempo stesso adatta anche alle famiglie con bambini, dato che le distese di sabbia sono molto più sicure della scogliera e che i fondali sono abbastanza bassi da permettere ai più piccoli di fare un bel bagno in tutta sicurezza. Tra le spiagge più belle si deve menzionare senza dubbio la spiaggia di Therma, che si trova nella parte sud dell’isola ed è famosa per la sua sabbia di colore molto scuro. Degna di nota è anche la piscina termale situata direttamente nel mare, nella quale si può godere di una temperatura tra i 42 e i 50 gradi, fino ad autunno inoltrato. Questa zona, oltre ad essere molto bella, è frequentata soprattutto da coloro che vogliono combattere problemi dermatologici e reumatismi, dato che l’acqua del posto è ricca di principi attivi.

Therma Kos

Foto CC-BY SA di kallerna

Per chi, invece, ama la sabbia bianchissima, nella zona a nord dell’isola si trovano la spiaggia di Tigaki e la spiaggia di Kardamena, famosa per le acque color corallo. Imperdibili sono anche la spiaggia di Mastichiari, la spiaggia di Agios Stefanos e quella di Marmari: sono tre delle spiagge più note dell’isola e anche tra le più belle di tutta la Grecia.

Ma Kos non è solo mare, spiaggia e divertimento: ci sono anche diverse cose da vedere e molti siti archeologici di grande interesse, come del resto in tutta la nazione, che fu la culla della civiltà. Tra questi, il sito archeologico di Asklipieion è una vera e propria chicca e, se si è appassionati di questo genere di cose, è imperdibile. Trovandosi a soli 3 km dalla città di Kos è facilmente raggiungibile da chi soggiorna nella zona. Si tratta di un sito che racchiude un santuario dedicato al dio della medicina, Asclepio. Naturalmente anche Kos città è bella da vedere, nonostante un terremoto abbia distrutto quasi tutto, nel 1933. Le rovine dell’antica Grecia, però, sono fortunatamente sopravvissute a questa catastrofe e, pertanto, visitarle è ancora possibile. Kos è una cittadina tranquilla e molto suggestiva e ci si deve perdere tra le viuzze del centro storico per coglierne la bellezza. Imperdibili sono il Museo Archeologico, il Castello dei Cavalieri, l’Antica Agorà, gli scavi occidentali dove si possono ammirare moltissimi reperti e la Plateia Platanou, una piazzetta molto cara ad Ippocrate. Anche i borghi di Zia, Kardamena, Pyli e Kefalos meritano una visita, perché sono tutti molto pittoreschi e caratteristici.

Dove ci si diverte a Kos? Questa è la domanda che si fanno specialmente i più giovani, che vedono nella Grecia la meta ideale per quel che concerne la movida notturna e il divertimento. Divertirsi a Kos è molto semplice e le occasioni per farlo sono a dir poco tante. Il centro nevralgico dell’isola è senza dubbio la città di Kos che racchiude il maggior numero di possibilità. Qui, infatti, ci sono diversi locali che animano la vita notturna e che rendono la città la più viva del Dodecanneso. Discoteche, bar e locali animano vie principali del divertimento, che sono la Diakon e la Nafklirou. Anche la piazza principale è piena di locali e bar, anche se molto più tranquilli e adatti anche per le famiglie con bimbi piccoli.

La zona del porto di Kos, invece, regala una serie di ristorantini imperdibili, dove gustare i cibi della tradizione greca e tantissime specialità di mare. Tutti godono di una bellissima vista sul mare e questo li rende ideali anche per delle cene romantiche. Naturalmente, anche le serate in spiaggia vanno per la maggiore: i luoghi di culto sull’isola sono senza dubbio il Paradiso Beach Bar e il Mylos Beach Bar, che organizzano molto spesso delle serate a tema e non solo. Per chi, invece, ama la musica house e techno i locali di Tigaki, Angios Stefanos, Psalidi, Lambi sono un vero must.

Come si nota, l’isola di Kos offre una vacanza su misura per qualsiasi tipologia di turista e, soprattutto, per qualsiasi esigenza. Naturalmente, anche le soluzioni alloggiative sono molteplici e si cerca di venire incontro alle esigenze di tutti, anche dei turisti più giovani e con meno disponibilità economica. Dalle case in affitto, ai b&b, dai residence agli hotel: qui c’è davvero tutto quello che si cerca per una vacanza da ricordare, all’insegna del divertimento più sfrenato, ma anche del mare cristallino. L’isola di Kos, lo ricordiamo, è facilmente raggiungibile sia con traghetto sia con aereo. L’aeroporto di Kos (Coo) è dedicato ad Ippocrate e si trova a soli 22 km dalla città di Kos.

KOS_SAngelo

Foto CC-BY-SA di Mazaki

Per trovare le offerte più convenienti e per ottenere un ulteriore risparmio, è sempre bene muoversi con un po’ di anticipo, anche se, essendo una meta molto gettonata, si trovano spesso anche dei validi last minute per partire alla scoperta di questa meravigliosa isola del Dodecanneso, così devota al turismo.

Marina di Mancaversa: perla del versante ionico salentino

Il versante salentino bagnato dal Mar Ionio è, senza dubbio, incantevole a tal punto da lasciare senza fiato. Non è un caso che sempre più turisti scelgano questo angolo di paradiso come base per il loro soggiorno. Del resto, con località come le più rinomate Porto Cesareo e Gallipoli non potrebbe essere altrimenti, dato che qui si concentrano gran parte dei centri nevralgici della movida estiva salentina. Chi sceglie Marina di Mancaversa sa benissimo che il salento non è fatto solo di divertimento, ma anche di piccole frazioni che meritano di essere scoperte, grazie al mare paradisiaco e al paesaggio da isola caraibica che offrono a chi le visita. Marina di Mancaversa è una piccola e unica frazione del comune di Taviano e, quindi, la località fa amministrativamente parte della provincia di Lecce che ingloba gran parte del Salento. Si tratta di una località che diviene sempre più nota ai circuiti turistici e non solo, in virtù del suo mare da favola, ma anche della sua ottima posizione strategica, dato che dista soli 5 km dal centro di Taviano, comune al quale appartiene, e 8 km dal centro di Gallipoli che, come è ben noto, di notte diventa il fulcro del divertimento made in Salento.

Mancaversa

Quello che caratterizza Marina di Mancaversa è una lunga costa (quasi 1 km) prevalentemente rocciosa. Qui il paesaggio inizia a cambiare rispetto ai tratti di litorale più a nord e non si trovano o più le immense distese di sabbia dorata, ma incominciano a presentarsi pezzi di scogliera, più o meno alta, intervallati da cale e calette molto suggestive e ideali per coloro che non vogliono rinunciare né al paesaggio né alla sabbia.

Il nome della località è al centro di molte discussioni che vertono sull’origine dello stesso. Le ipotesi più accreditate, sostanzialmente, sono due: la prima ipotesi è che si chiami Marina di Mancaversa grazie ai pescatori gallipolini che definivano “mancino” tutto quello che si trovava sul lato sinistro rispetto a Gallipoli; la seconda, invece, fa capo a un’origine dialettale del nome che in salentino diventa Baccaversa, ossia barca rivoltata. Entrambe le ipotesi sono molto affascinanti, ma nessuna delle due è stata confermata al 100%.

Quello che, invece, è confermato è che la località in questione ha visto il suo sviluppo durante il secondo dopoguerra, quando l’alta borghesia di Taviano ha deciso di eleggere questo luogo come meta per le proprie vacanze. Ecco, quindi, che nacquero i primi insediamenti, sebbene un primo nucleo di case vide la luce già nei primi anni del 1900. Oggi questa zona è piena di belle ville, zone verdi, un lungomare da favola e spiagge attrezzate e libere che fanno invidia a quelle esotiche: tutto questo è il frutto di un’espansione notevole che si è registrata soprattutto nell’ultimo trentennio e che ha reso Marina di Mancaversa una meta turistica molto gettonata. C’è, tuttavia, da sottolineare che in zona esistevano anche tre chiese risalenti alla fine dell’800 che, purtroppo, sono andate distrutte.

Marina di Mancaversa

Si tratta di un paesino molto tranquillo, adatto per chi è alla ricerca di sole, mare, scogliera ma anche bellissime insenature naturali e sabbiose. Qui si vive di relax ma anche di divertimento. Infatti, c’è anche da dire che, a dispetto di quanto si possa pensare, la vita notturna a Mancaversa non è morta: concerti, spettacoli di vario genere, feste e sagre animano le calde serate estive. Nelle ore diurne ci si può rifugiare in uno dei tanti stabilimenti attrezzati, usufruire dei vari campi da calcio, tennis, beach volley presenti in zona, ma anche delle piscine e dei parchi pensati per il divertimento dei più piccoli. Tante sono le attività che si possono svolgere qui, così come tanto è il buon cibo che si può assaggiare nei vari ristorantini di pesce e non solo che si trovano in zona. La cucina salentina, così come i vini, sono ricchi di tradizioni e, pertanto, imperdibili. Non si può andare via dal Salento senza averne assaggiato le specialità culinarie e sorseggiato i pregiati vini e, in tutto questo, Marina di Mancaversa offre diverse possibilità per farlo.

Inoltre, come detto, è un punto strategico dove villeggiare. Passare le proprie vacanze a Mancaversa significa essere al centro del Salento: a pochi km dai divertimenti di Gallipoli, ma anche a meno di 50 km da un’altra delle città più belle della zona, ossia Otranto, città di arte, cultura e storia. Otranto è situata sul versante adriatico del Salento ma, come si nota, è distante poche decine di km da Mancaversa e, pertanto, è facilmente raggiungibile. Si tratta di una meta che non si può saltare, grazie anche al suggestivo centro storico che fa sognare tutti coloro che ci arrivano per la prima volta.

Va da sé che Mancaversa (qui ulteriori info) è anche un ottimo punto di partenza per un tour del Salento e questo non può non contemplare una fermata speciale nella città di Lecce, patria del pasticciotto, del rustico leccese e del Barocco. Lecce è considerata una delle città più belle del nostro Paese e non solo grazie all’architettura barocca che ne impreziosisce ogni angolo, ma anche per tutto ciò che offre ai turisti. Tanto calore, buona cucina e una città a misura d’uomo, molto vicina a quelle che sono le esigenze del turista, che qui viene accolto dal sole e dalla simpatia dei leccesi. Tutto il Salento, quindi, è da visitare in ogni suo angolo, dalle spiagge meravigliose dei due litorali, quello ionico e quello adriatico, alle città che non si trovano sulla costa, come Lecce. Mancaversa può essere il punto di inizio ideale per un tour a tutto tondo, pieno di bellezza, mare, relax, divertimento, arte e tutto quello che si può desiderare fare in vacanza. Da qui si apre una bella finestra su una delle località più belle del nostro Paese: un Salento pronto per essere amato e visitato.

Si deve, infine, ricordare che Mancaversa offre, oltre a tutto quello di cui abbiamo parlato sin qui, anche diverse soluzioni alloggiative e questo è importante per chi ci arriva, perché significa che si trovano soluzioni per tutte le esigenze e per tutte le tasche, soprattutto appartamenti per vacanze a prezzi davvero convenienti (su salentofrontemare.it una selezione di appartamenti in affitto). Un punto in più a favore di questa meravigliosa cittadina.

Si ringrazie per le foto Nelsalento…

La Puglia e le sue bellezze: focus sul Gargano

La Puglia è una delle regioni più belle del nostro Paese e a decretare questo successo è il numero sempre crescente di turisti, che scelgono questa destinazione come meta per il loro viaggio. Sia il Salento, in particolar modo la zona di Gallipoli (vedi qui), sia le altre zone della Puglia sono sempre più amate dai turisti italiani e non, che decidono di immergersi in un territorio di immensa bellezza, per godere a pieno di pace, serenità, un mare meraviglioso e anche di quella zona meravigliosa che è il Gargano, che sa unire mare e montagna in maniera perfetta. Baie e spiagge incantevoli, borghi tutti da scoprire e molto altro ancora: tutto questo è il Gargano che, ad oggi, viene sempre più scelto dai turisti che vogliono passare un bel periodo di vacanze.

Ma vediamo cosa offre la Puglia in generale e il Gargano in particolare. Come è ormai noto, la Puglia è una regione magica, che unisce il mare cristallino con lunghe distese di spiaggia dorata, scogliere, buona cucina, tanto folklore e tutto quello che si può desiderare. Sebbene il Salento sia la zona che più si conosce di questa regione, anche tutto il resto non è da sottovalutare, perché le bellezze paesaggistiche, ma anche quelle architettoniche, si trovano ovunque, con un tasso di bellezza superiore alla media. Una delle zone da visitare assolutamente è, ad esempio, quella del Gargano. Come è noto, il Gargano è altresì noto come Sperone d’Italia, proprio per la sua forma molto caratteristica che ricorda quella dello sperone di uno stivale (il salento rappresenta invece il tacco del nostro stivale). Si tratta di una vera e propria subregione che ingloba il promontorio montuoso che si trova nella parte settentrionale della regione. In poche parole, si tratta della parte orientale della provincia di Foggia, quella nella quale si trova il Parco Nazionale del Gargano. Sebbene in passato si sia proposto di far diventare il Gargano una provincia della Puglia, con Manfredonia capoluogo di provincia, al momento questa parte è interamente inglobata nella preesistente provincia di Foggia. Nonostante tutto, le caratteristiche del territorio rendono questa zona unica nel suo genere e molto diversa dal Salento, che è l’altro importante polo turistico pugliese (clicca qui per info sule principali località e offerte low cost).

La zona è circondata a Est e a Nord dal mare Adriatico, mentre a Ovest confina con la zona nota come Tavoliere delle Puglie. Si sostiene che il promontorio garganico abbia visto la nascita nel periodo giurassico e si pensa che sia nato da rocce emerse, così come gran parte della regione. Sin dagli albori, la zona è stata al centro della vita della regione, grazie anche alla posizione strategica. Ma quello che da sempre attrae di questa zona sono, senza dubbio, le meravigliose spiagge e il mare cristallino. Vediamo, quindi, quali sono le principali località turistiche del Gargano.

Iniziamo con il parlare delle Isole Tremiti che sono anche le più grandi isole di Puglia. Queste ultime, oltre a essere molto amate sia dai pugliesi che dai turisti, sono molto caratteristiche e sono una Riserva Marina. I preziosissimi fondali marini che caratterizzano la zona, infatti, sono da tutelare, così come da tutelare è anche il territorio delle isole, ricco di vegetazione e bellezza. Le isole sono note anche come Isole Diomedee e, già nell’antichità, ricoprivano un ruolo molto importante. Sono uno dei cuori pulsanti dell’Adriatico e sempre più turisti le scelgono come meta delle loro vacanze, anche in virtù dei collegamenti ben strutturati con la terraferma. Esse, infatti, si trovano a sole 12 miglia dal promontorio garganico. Si possono raggiungere via mare da Rodi Garganica, Peschici, Vieste, Manfredonia e Termoli, mentre da Foggia sono raggiungibili via elicottero. Sono diverse le isole che fanno parte di questo folto gruppo e tra queste troviamo Caprara, Pianosa, San Nicola, San Domino, Cretaccio.

isole tremiti

Foto Pubblico Dominio

Il comune più importante e anche quello più grande della zona è Manfredonia. Come detto in precedenza, nel disegno ideale di una provincia garganica questa città sarebbe stato il capoluogo ideale. Al momento rimane una bella città fondata dal re Manfredi, figlio di Federico II, che oggi sta vivendo un periodo di forte crescita. Tra le bellezze architettoniche riconducibili a Manfredonia vi è senza dubbio il Castello, che guarda il mare, l’abbazia di San Leonardo, la splendida chiesa di Santa Maria Maggiore.

Al pari di Manfredonia, un’altra città imperdibile è Mattinata, nota anche come la città Bianca di Capitanata. Questa si adagia su due colline, chiamate Castelluccio e Coppa delle Madonna, ed è una città davvero interessante anche in virtù della presenza di cale e calette, nonché di spiagge ciottolose e mare cristallino che la rendono appetibile dal punto di vista turistico. Un’altra caratteristica che rende Mattinata una meta da visitare sono gli ulivi secolari, che ricordano quelli del Salento e che hanno segnato la storia.

Anche Monte Sant’Angelo si fa sempre più strada tra quelle che sono le preferenze dei turisti che arrivano in Puglia, sul Gargano. Questo è il paese più alto della zona ed è noto da tempi molto remoti. Qui sorge la famosa Grotta di San Michele che era un punto di riferimento per i Crociati che si recavano in Terra Santa. Da qui si gode di una vista spettacolare su tutto il Golfo di Manfredonia e questo rende il tutto ancora più speciale.

Monte Sant'angelo

Foto GFDL di Mazaki

Peschici, invece, è sempre più spesso la meta di un turismo internazionale che va alla ricerca della bellezza naturalistica (spiaggia e mare), ma anche di un borgo caratteristico che si affaccia direttamente sulle suddette spiagge. Anche Vieste, d’altro canto, è una delle mete principali del turismo garganico ed è molto amata sia da grandi che dai più giovani, soprattutto per la presenza di maggiori divertimenti notturni rispetto alle altre mete. La stessa cosa si può dire di Rodi Garganico, famosa colonia di origine cretese, oggi sempre più tempio di un turismo di massa.

Tra le altre città degne di nota, spiccano San Giovanni Rotondo, San Menaio, Foce Varano. La prima, meta soprattutto di un turismo religioso; le altre, per via delle loro bellezze naturalistiche ancora non propriamente sdoganate al turismo di massa. Chi è alla ricerca di una vacanza di relax, a San menaio può trovare ciò di cui ha bisogno e prenotare un bellissimo hotel (clicca qui), sapendo che a pochi km sorgono centri turistici più “mondani” e modaioli facilemnte raggiungibili in qualsiasi momento.

 

Le marine di Ugento

Ugento è un vero e proprio angolo di paradiso, che si trova nella parte più a sud della penisola. Qui si incontrano sole, mare, spiaggia, scogliere, divertimento, buona cucina e molto altro ancora: l’ideale per chi vuole passare un’estate all’insegna del dolce far nulla, senza però cadere nel gioco del tedio. Ma, lo si deve sottolineare, Ugento è anche le sue marine, che la completano e la rendono irresistibile. Stiamo parlando di Torre San Giovanni, Torre Mozza e Lido Marini ed è proprio questa zona che verrà presentata, in modo da rendere ancora più immediato l’innamoramento che di solito si prova a prima vista.

ugento

Ugento, con le sue origini messapiche, è uno dei centri più belli del Sud Salento e questo perché è uno dei gioielli di questa zona, sia grazie al mare e alle spiagge, sia per le bellezze artistiche e architettoniche. Paesaggio e arte, quindi, si fondono per dare vita a un vero e proprio capolavoro, riconosciuto anche dalla Regione Puglia come tale. È sempre bello ricordare che già il nome Ugento deriva da Ausentum che altro non significa che splendente: nessun nome poteva essere più azzeccato per questa zona, che si configura come un vero e proprio angolo di paradiso in terra.

Volendo parlare delle marine di Ugento, partiamo dalla più grande e più nota: Torre San Giovanni. Si tratta della marina più vicina al tessuto urbano di Ugento, che la governa dal punto di vista amministrativo, nonché la più caratteristica. Torre San Giovanni, infatti, ebbe un ruolo di rilevante importanza già dagli albori della nascita di Ugento, poiché fu, già in quel periodo, un noto scalo commerciale, utilissimo per la sopravvivenza della civiltà messapica che si stanziò da lì a pochissimi chilometri. L’importanza strategica la si nota anche grazie alla presenza di una torre, che dà il nome alla località e che oggi è stata trasformata in un faro, da tutti riconosciuto per il motivo a scacchi che lo riveste. Essendo la più grande delle tre frazioni, Torre San Giovanni è quella che accoglie anche i turisti durante la sera. Durante l’estate, infatti, la marina si anima e pullula non solo di persone che provengono da ogni parte di Italia (e non solo) ma anche di vita e di eventi. Il lungo mare di Torre San Giovanni diventa punto di ritrovo dei più giovani, ma anche di coloro che vogliono passeggiare godendosi lo spettacolo paesaggistico che gli si para dinanzi agli occhi. Si organizzano spettacoli di vario tipo, concerti, sagre e tutto quello che ci si aspetta da una estate ricca di divertimento. La seconda domenica di Agosto, inoltro, si trova anche la Festa della Madonna dell’Aiuto, che vede una processione in acqua che è tra le più suggestive del Salento, che si completa con dei giochi pirotecnici di notevole pregio. Per quel che concerne, invece, il litorale, dobbiamo sottolineare che la zona si divide equamente tra lunghe spiagge e scogliere, che però sono accessibili a tutti, non essendo troppo alte. Si può, dunque, scegliere in base alle proprie esigenze se stendersi sulla bianca sabbia o fare un tuffo dagli scogli. Ci sono, come è immaginabile, spiagge libere e stabilimenti balneari, molto ben attrezzati e pronti ad accogliere dai più piccoli agli adulti. Insomma, qui c’è tutto quello che si cerca e questo fa di Torre San Giovanni un vero e proprio gioiello.

Scendendo verso sud, si incontra Torre Mozza, seconda marina di Ugento, anche per grandezza. Si tratta di un borgo di nascita molto più recente rispetto a quello di Ugento, dato che è nato come feudo vescovile e non come città messapica. Il fulcro della marina è senza dubbio la torre fortificata, costruita nel ‘500 e inglobata in un sistema di torri fatte costruire dal Carlo V per difendere la zona dai turchi e da altre possibili invasioni. Durante il tempo, tuttavia, la torre è in parte crollata e da qui deriva il nome della stessa: Torre Mozza, ossia crollata. Una delle caratteristiche principali di questa marina è che il borgo si affaccia direttamente su una spiaggia molto ampia, caratterizzata da sabbia molto fine. Tuttavia, il litorale di Torre Mozza è costellato di immense spiagge libere e lidi attrezzati, tanto che c’è l’imbarazzo della scelta, nonostante si tratti di posti comunque molto affollati. Meno vitale della vicina Torre San Giovanni, Torre Mozza offre, però, una grandissima selezione di soluzioni alloggiative, per tutti i gusti e, soprattutto, per tutte le tasche. Ci sono anche dei villaggi turistici molto attrezzati e pronti ad accogliere turisti e non solo.

torre mozza

Ancora più a sud si trova, poi, Lido Marini, terza marina di Ugento, nonché la più piccola. Una delle caratteristiche di questa zona è che si trova proprio a ridosso delle colline che caratterizzano tutta la zona del Capo di Leuca e, pertanto, qui il paesaggio incomincia leggermente a cambiare. Si tratta di una marina molto affollata d’estate, soprattutto durante il giorno. Tuttavia, c’è da sottolineare che, nonostante la presenza di bar, alcuni negozi, ristorantini e quant’altro, non ci sono banche e bancomat che, invece, si trovano a Torre San Giovanni, centro più grande e sviluppato. Si tratta di una marina molto frequentata dalle famiglie, grazie alla sabbia fine e all’acqua molto bassa. Lido Marini è una marina tranquilla e ideale per godersi il silenzio e la quiete. Non manacano però anche strutture escvlusive e di lusso come nel caso del Resort Spa La Casarana.

Da qui, poi, ci si sposta agevolmente ovunque, da Gallipoli a Santa Maria di Leuca (clicca qui) che non sono molto lontani. Questa zona, infatti, è ideale come punto di partenza per una visita in lungo e in largo della costa ionica salentina che è molto amata per la sua varietà di paesaggi e, soprattutto, perché dà la possibilità di trovare immense distese di spiaggia, sia libera che occupata da stabilimenti balneari a pagamento, e scogliere non troppo alte, ideali per tuffi ma non troppo pericolose. Questa vicinanza ai punti strategici della movida salentina, inoltre, è un valore aggiunto di estrema importanza perché ci si può spostare senza troppa fatica dove vita ed eventi ce ne sono a bizzeffe e tutto questo attira i più giovani e tutti coloro che si vogliono divertire.

RISORSE UTILI

Per maggiori info sulle marine di Ugento, si consiglia di visitare il sito www.marinediugento.it

Per offerte last minute in Salento, invece, visitate www.lastminutesalento.com

Per giungere in Salento: aeroportidipuglia.it. Da Brindisi ci si può spostare agevolmente in auto o in bus.

Foto realizzate da fotografi professionisti per Nelsalento.com

Le spiagge più belle di Durazzo

Dopo Tirana, città capitale, Durazzo è la città più grande e conosciuta dell’Albania. La sua posizione è molto particolare, dato che si trova su una penisola ed è capoluogo dell’omonimo distretto. La nascita della città sembra risalire al VII secolo a.C., dato che si presuppone fosse una colonia greca di nome Epidamno. Nel corso della storia, la città ha conosciuto diverse dominazioni che vanno da quella bizantina a quella normanna, da quella degli Angiò a quella dei Veneziani, che rimasero sul territorio, nel frattempo ribattezzato come Albania Veneta, fino al 1500. Durazzo, pertanto, ha conosciuto da vicino la storia e la cultura italiana e, soprattutto, l’idioma e, proprio per questo motivo, è sempre stata diversa dalle altre città dell’Albania. Da quel momento, si susseguirono la dominazione turca, che strappò la città ai veneziani, e quella fascista dal 1939 al 1943. Dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, Durazzo è diventata una delle principali città albanesi, nota sia come polo cantieristico che come polo culturale.

Ad oggi ha una forte rilevanza nell’economia albanese, dato che è un vero e proprio collegamento con l’Europa occidentale. La vicinanza al porto di Bari rende possibile continui scambi di merci e, per questo motivo, moltissimi albanesi si sono trasferiti qui per lavorare nel settore. Durazzo, inoltre, è la meta turistica preferita dagli albanesi. Moltissimi abitanti di Tirana, infatti, passano qui le loro vacanze, data anche la vicinanza tra le due città, percorribile in 40 minuti con l’automobile.

Durazzo, inoltre, ha il porto più grande e importante dell’Albania e questo vale tanto per il trasporto delle merci, quanto per il trasporto delle persone. Ma, come detto, quello che attira più di ogni altra cosa è il mare. Quali sono, quindi, le spiagge più belle di Durazzo? Iniziamo con il dire che qui si trovano le spiagge più popolari e frequentate di tutta l’Albania, anche perché si tratta di lunghe distese sabbiose, tutte libere. Inoltre, Durazzo ha un grande porto turistico, dove attraccano grandi barche, lussuose e meno lussuose, provenienti da più parti.

Durazzo

Foto Pubblico dominio

Quello che colpisce della zona è il litorale completamente privo di stabilimenti balneari: qui ci si può stendere al sole senza pagare un euro o affittare una sdraio e un ombrellone senza dover sborsare un capitale. Il mare cristallino e le spiagge bianche e incontaminate sono una delle cose più belle di Durazzo che, comunque, ha anche un bel centro storico, tutto da visitare.

Le spiagge più belle di Durazzo sono tante e sarebbe bello poterle visitare tutte, per fare un tuffo nel mare splendido che le lambisce, ma il litorale è lungo oltre 6km e, pertanto, meglio focalizzare l’attenzione sulle spiagge più rinomate e frequentate. Due piccole spiagge di rara bellezza sono quelle di Bardhori e di Gjenerali. Si tratta di due piccole perle dell’Adriatico e in molti le reputano le più belle in assoluto.

Bardhori è una spiaggia rocciosa, che offre un panorama mozzafiato come poche altre, mentre Gjenerali è conosciuta soprattutto per la rigogliosa vegetazione che la circonda e che dà ombra e ristoro ai bagnanti che possono fermarsi a riposare o anche a consumare un pranzo all’ombra.

La spiaggia di Golem e quella di Mali i Robit sono le più vicine al centro abitato e sono molto belle, soprattutto per la presenza di una bella pineta. La baia di Durazzo sembra essere una sorta di anfiteatro naturale, protetta dai venti e dalle intemperie: ottimo per chi desidera godersi il sole, il mare e la spiaggia incontaminata. Percorrendo il litorale si scopriranno anche altre spiagge, spiaggette e molte calette di bellezza inestimabile. Quello che rende particolare la costa di Durazzo sono proprio queste spiagge, che si susseguono e che sono sempre più ambite dai turisti provenienti da tutto il mondo e anche dagli albanesi delle città vicine.

Naturalmente, anche qui ci sono dei resort e hotel di lusso che sono gli alloggi preferiti dagli stranieri, grazie anche a dei prezzi abbastanza contenuti rispetto a quelli di altre parti d’Europa e del mondo. Lo spettacolo paesaggistico che offre questa parte di Albania, unito alla convenienza di un viaggio verso una destinazione non troppo costosa, rendono Durazzo una delle mete preferite per le vacanze estive.

Oltre al bel mare e alle spiagge, la città, come detto, offre molto altro. Sicuramente da vedere sono il Museo Archologico, il Museo della Storia, i due meravigliosi teatri, la roccaforte ed è imprescindibile un salto alle terme. Ma non ci si può limitare solo a questo: Durazzo ha anche una bella tradizione enogastronomica, tutta da scoprire e gustare tra un’esposizione al sole e un’altra! Ci sono mille ristorantini locali, che propongono cucina tipica e menu ricchissimi con meno di 25 euro. Qui si mangia non solo dell’ottimo pesce fresco pescato quotidianamente dai pescatori della città, ma anche dell’ottima carne. Altra specialità albanese, poi, è la birra e qui costa davvero poco ed è di altissima qualità. Se si sta lontani da quelli che vengono definiti trappoloni per turisti, ossia dei ristoranti creati ad hoc per attirare i villeggianti con menu particolari e per nulla albanesi che costano uno sproposito, si mangia molto bene e si spende una cifra irrisoria. Proprio in questo senso, bisogna fare attenzione a tutto quello che costa oltre i 25 euro, perché è troppo caro.

La movida notturna di Durazzo è quella tipica delle città giovani, con un bel litorale e tanti turisti: si vive la notte in maniera divertente e rilassata e ci sono divertimenti per tutti i gusti e tutte le esigenze. Del resto, quando si va in vacanza si vuole proprio quello che questa cittadina offre. Durazzo, inoltre, è facilmente raggiungibile dall’Italia, grazie anche alla vicinanza con Tirana, capitale della nazione e aeroporto internazionale. Arrivare e soggiornare a Durazzo è molto low cost e questo rende il tutto ancora più interessante. Di sicuro negli anni a venire le spiagge più belle di Durazzo diverranno la meta preferita per turisti provenienti da ogni parte d’europa, e non solo.

Albania spiagge

Foto Pubblico Dominio

 Del resto i prezzi contenuti, le bellissime spiagge unite al positivo momento storico che sta vivendo la nazione – guerre e disordini sembrano ormai archiaviati in favore di una nuova fase di sviluppo – sono un’ottima fonte di richiamo.

Pasqua in Corsica

Pasqua sta per arrivare e in tanti sono ancora in alto mare nella scelta di una destinazione ideale per passare qualche giorno di relax. Siamo qui per dare un piccolo suggerimento per passare una Pasqua diversa dal solito e lontana dalle mete più “classiche” a cui normalmente si pensa quando si ha in mente di pianificare una vacanza.

Per una Pasqua abbastanza insolita noi suggeriamo di andare in Corsica. Probabilmente a pochissime persone sarebbe venuta questa idea, ma la Corsica è un’isola turisticamente interessante (facilmente raggiungibile per mezzo di traghetti) e molto bella da visitare e scoprire. La Pasqua in Corsica, poi, assume delle connotazioni particolari, che la rendono ancora più bella e piena di fascino e mistero: in poche parole imperdibile.

Ci si starà di certo chiedendo cosa fare a Pasqua in Corsica? A questa domanda si può rispondere facendo presente che i riti della settimana Santa e tutte le tradizioni connessi alla Pasqua sono davvero molto affascinanti e suggestivi, particolari non solo dal punto di vista religioso ma anche da quello “folcloristico”. Inoltre, un altro punto a favore di questa meta, è il fatto che la primavera è senza dubbio la migliore stagione per visitarla. Cosa si può volere di più?

Vediamo, dunque, quello che potrebbe essere un itinerario sull’isola da fare durante i giorni della Pasqua. Iniziamo con il dire che durante il periodo immediatamente precedente alla Pasqua, sull’isola fervono i preparativi per i festeggiamenti pasquali: in questo lasso di tempo, tutto il territorio isolano, da nord a sud, diventa teatro di tantissimi eventi che hanno le loro radici nella più profonda tradizione cattolica. Qui la Pasqua è molto sentita e molto celebrata e lo si capisce dal fatto che tutti i borghi dell’isola si attivano e si trasformano: è come fare un passo indietro nel tempo, tra processioni, piatti della tradizione, celebrazioni e quant’altro. Da Nord a Sud, l’isola viene investita da un’ondata di festa.

Quali sono le processioni pasquali in Corsica? Come detto, tutta l’isola si mobilita, ma, dobbiamo sottolinearlo, la zona a sud regala delle emozioni più suggestive. Uno degli eventi imperdibili si svolge a Sartène, dove resiste ancora, dal XIII secolo, la tradizione del U Catenacciu, che è colui che chiude le catene. Questo evento rievoca il Calvario di Gesù e si ripete da secoli e secoli ogni venerdì santo. Il teatro di tutto ciò è il centro storico del paese, che accoglie la processione e si illumina di candele che accompagnano un penitente che porta con sé una croce di quasi 40 chili e una catena al piede di 17 chili. Il tutto è molto suggestivo e si svolge entro un percorso di ben 2 km. Anche la processione di Gargèse è molto interessante: anche qui misticismo e rievocazione si fondono insieme e regalano delle emozioni uniche. Anche qui, il venerdì santo è il giorno deputato alla penitenza: la chiesa del paese viene spenta e si iniziano a cantare delle nenie in memoria della passione di Cristo. Il sabato santo, poi, la chiesa viene riaccesa e a mezzanotte parte un canto greco ortodosso molto commovente e molto bello da ascoltare. Da sottiolineare, inoltre, la tradizione del lunedì santo, giorno di Pasquetta, durante il quale si svolge un’altra processione che espone la santa protettrice ai 4 punti cardinali. A questa processione prendono parte le confraternite cattoliche e quelle ortodosse ed è un bel momento di aggregazione.

Spostandosi, invece, verso Bonifacio si trovano delle altre processioni molto interessanti, dove vengono portati per le vie del paese anche reliquie e statue dei santi protettori. A Bastia, invece, il corteo che segue la processione del venerdì santo parte dal mattino e cammina attraverso i villaggi vicini, cantando e osannando. Durante questa parata le case dei borghi sono illuminate con candele sui bordi delle finestre e la gente si aggrega, formando una sorta di protezione per la processione. Eventi simili si trovano ovunque sull’isola: anche la processione di Calvi in Balagne e di Granitola sono molto suggestive e affondano le loro radici in un passato molto remoto che rivive in grande stile.

Bonifacio

Foto CC-BY-SA di Traroth

Ma, dobbiamo sottolinearlo molto bene, la Corsica non è solo spiritualità. Durante le feste pasquali, infatti, non si vive di sola religiosità, sebbene quest’ultima abbia un ruolo molto importante, ma ci sono anche delle tradizioni culinarie pasquali che non possono non essere prese in considerazione.

Passare la Pasqua in Corsica significa anche assaggiarne i piatti tipici e questi ultimi sono veramente tanti e tutti molto interessanti. Per questo motivo vi proponiamo di fare un salto nella tradizione gastronomica della Corsica. La minestra di ceci all’aglio, la lasagna al broccio, la zuppa di baccalà con fagioli sono da sempre i piatti della tradizione del venerdì santo. Ma ci sono anche tante altre ricette pasquali che vale la pena di assaggiare. Qualche esempio? I frittelli e i panzarotti, che sono a base di farina di ceci e preparate come nei secoli scorsi, il capretto al forno e il ragù di agnello con cui si condisce la pasta fatta a mano, spezzatini, zuppe e quant’altro.

Ma anche i dolci della tradizione pasquale sono molto interessanti. Una delle specialità che si fa in Corsica è una corona di pane dolce aromatizzato con anice, alla quale si aggiungono anche delle uova sode, che non possono essere mangiate durante i 40 giorni di Quaresima. Pertanto, questo dolce, che in alcune zone assume la forma della campana, segna la fine del periodo quaresimale e l’avvento della Pasqua. Le uova, inoltre, sono il simbolo della Pasqua, proprio come qui nel nostro Paese. Il loro significato è ben noto e la tradizione è ormai millenaria. Bambini e adulti si impegnano a dipingere le uova con decori vari e sempre le uova sono anche alla base del pic nic della Pasquetta, che è una tradizione ben radicata anche in Corsica.

Visitare la Corsica durante il periodo pasquale è uno dei momenti migliori in assoluto, perché si tratta di un periodo che permette di far conoscere sia le bellezze del territorio che quelle della tradizione. Imperdibile per tutti coloro che sentono molto la Pasqua, ma anche per coloro che sono affascinati dall’isola e dal suo folklore.

Cosa offre Porto Cesareo nel Salento?

Perdersi tra i vicoletti del centro storico di Porto Cesareo è un’esperienza multisensoriale che consigliamo di fare almeno una volta nella vita.

La bella Porto Cesareo, che adesso è un comune a sé stante, è una delle meraviglie del Salento e da sempre è una delle mete preferite dai turisti di tutta Italia e anche dagli stranieri. Si tratta, infatti, di un piccolo borgo, d’inverno poco abitato, che prende vita in estate e che si tramuta in centro nevralgico dell’alto Salento.

Qui si ha tutto quello che si può desiderare: il mare, le belle spiagge lunghe e dorate su cui stendersi a prendere il sole, stabilimenti attrezzati per tutti i gusti, da quelli indicati per le famiglie a quelli più giovanili, dai ristoranti di pesce più rinomati della zona alle viuzze molto caratteristiche, dal bel lungomare al divertimento serale e notturno.

porto cesareo

Ma andiamo per gradi e spieghiamo bene tutto quello che c’è da sapere su questa perla di cui vi stiamo parlando. Iniziamo, quindi, con il dire che Porto Cesareo è un comune della provincia di Lecce, che conta circa 5000 abitanti durante l’inverno e che si affaccia sul mare Ionio.

In dialetto si chiama Cisaria e non è raro sentire i salentini parlarne proprio in questi termini. Dista soli 26 km da Lecce ed è raggiungibile molto facilmente, sia in macchina che con i bus, che partono ogni giorno sia dal capoluogo che dai paesi vicini, tipo Veglie.

 

Ad oggi, Porto Cesareo è una delle località turistiche più famose del Salento e fa parte della Riserva Naturale Orientata Regionale Palude del Conte e Duna Costiera. Ricadendo proprio in quella che viene conosciuta come Terra d’Arneo, questa zona presenta la vegetazione tipica della macchia mediterranea e, pertanto, deve essere salvaguardata al meglio.

Cerchiamo di localizzarla: Porto Cesareo si estende, come si è capito, in una ben precisa parte della penisola salentina. Quale? Quella compresa tra San Pietro in Bevagna e Torre Inserraglio.

Quello che caratterizza questa zona sono senza ombra di dubbio le lunghe, lunghissime distese di sabbia, che si alternano a basse dune piene di rigogliosa vegetazione tipica della macchia mediterranea. Ma ci sono anche scogli e isolotti a completare il quadro e a rendere tutto ancora più interessante e adatto per tutti i gusti.

Avete mai sentito parlare dell’Isola dei Conigli? Ebbene, si tratta di un piccolo isolotto facilmente visibile dal lungomare, dato che dista poche centinaia di metri. Ci si arriva in barca (sui pontili del porticciolo ci sono delle barche che sono lì appositamente per permettere l’arrivo sull’isolotto) ed è tutto meraviglioso: sarà come stare su un piccolo puntino in mezzo al mare, da cui si può vedere la vita movimentata di Porto Cesareo rimanendo, tuttavia, immersi nella quiete e nel silenzio. Ma perché si chiama Isola dei Conigli?

Probabilmente il nome si deve a una colonia di conigli che popolava l’isola, ma nelle varia carte nautiche dei secoli scorsi l’isola era indicata come Isola Grande. Sull’isoletta si può ammirare una bellissima e rigogliosa pineta di Pini di Aleppo e di Acacie.

Ma quando è nata Porto Cesareo? Le prime testimonianze sicuro che abbiamo sulla località in questione riguardano l’epoca romana, quando c’era Portus Sasinae, importantissimo porto atto alla commercializzazione dei prodotti agricoli della terra.

Tuttavia, molte caratteristiche del territorio lasciano pensare a un’epoca molto più remota. Si suppone, infatti, che in epoca preistorica Porto Cesareo esistesse già e fosse conosciuta come Scalo di Furnu.

Dopo il periodo della dominazione romana, la città perse importanza, anche a causa delle razzie perpetrate dai pirati che sbarcarono sull’isola. Solo i monaci basiliani, attorno all’anno Mille, riuscirono a recuperare la zona e qui costruirono una abbazia che venne utilizzata sino al XV secolo.

Da quel momento, Porto Casareo conobbe un nuovo periodo di splendore e iniziò a essere importante per il commercio di olio e grano sia verso la Sicilia che verso tutte le altre Repubbliche marinare. Grande importanza, quindi, significava anche un posto da proteggere.

Per questo motivo, si iniziarono a costruire in zona delle torri di controllo e difesa del territorio. Tra tutte, ovviamente, spicca la Torre Cesarea, da cui il nome del paese, che oggi è sede della Guardia di Finanza. Dopo varie traversie e dopo periodi di gloria e decadenza, Porto Cesareo divenne un comune a se stante, staccato da Nardò, solo nel 1975.

Qui si trovano 17 km di spiaggia e scogliera bassa, acqua cristallina che ricorda quella delle Maldive e fauna e flora da preservare. Porto Cesareo, infatti, è una delle 20 aree marine d’Italia e, pertanto, va salvaguardata con attenzione e dedizione, dato che si trovano rare specie ittiche e una vegetazione dunale di assoluta rilevanza (qui ulteriori info su Porto Cesareo).

Ma non finisce di certo qui, perché Porto Cesareo non è famosa solo per il suo splendido mare: qui c’è tanto altro e il tutto la rende una cittadina ideale per le vacanze. Avete mai sentito parlare della statua di Manuela Arcuri che si trova sul lungo mare della città?

Ebbene, l’opera in questione è stata lungamente al centro del dibattito, dato che le donne del posto la fecero rimuovere perché distraeva gli uomini e attirava troppi curiosi. C’è un equivoco di fondo in tutto questo, dato che la statua rappresenta la moglie del pescatore e non la bella attrice, a cui assomiglia molto. In ogni caso la statua oggi è nuovamente al suo posto.

porto cesareo2

Ma chi arriva a Porto Cesareo non può non visitare le masserie fortificate che si trovano in zona e le torri costiere. Ce ne sono davvero tante e risalgono tutte al XVI secolo, quando si ebbe la necessità di difendere la nostra terra da varie invasioni. Queste sono Torre Cesarea, Torre Lapillo, Torre Chianca, Torre Castiglione, di cui, purtroppo, ci sono solo i ruderi.

E per quel che concerne la movida, vi starete chiedendo, Porto Cesareo cosa offre? I vari lidi attrezzati che si trovano su tutta la litoranea si tramutano in discoteche in riva al mare e organizzano spessissimo varie serate a tema che sono imperdibili.

In centro, poi, vi attendono tanti localini e ristorantini dove gustare specialità di pesce e di terra, tipiche della tradizione enogastronomica salentina. Una delle peculiarità di Porto Cesareo è la via del pesce: una via dove ci sono solo ed esclusivamente pescherie, che vengono prese d’assalto tutto l’anno dagli abitanti delle zone più interne.

E per quanti fossero alla ricerca di un appartamento per vacanze a Porto Cesareo, si consigliano i siti caladelalento.it o www.appartamentiportocesareo.net.

Foto realizzate per nalsalento.com

Otranto e le cave di Bauxite

Avete mai sentito parlare della bauxite? Molto probabilmente sì, ma nel dubbio vogliamo spiegare di che si tratta. La bauxite è una roccia sedimentaria con la quale si produce l’alluminio. Il suo particolare nome proviene da un paese francese, Les Baux de Provence, dove nacquero, nel lontano 1822, le prime miniere. Ma non dobbiamo andare in Francia per trovarne una, perché anche nella nostra bella Otranto c’è una cava di bauxite. Dobbiamo, però, sottolineare che si tratta di una cava dismessa, che venne utilizzata dal 1940 al 1976. Trattasi di una miniera a cielo aperto che adesso è piena di acqua ed è uno spettacolo da non perdere, dato che al suo interno si è formato un vero e proprio ecosistema lacustre tutto da scoprire.

otranto_cava (4)

È proprio alla scoperta della cava che vogliamo portarvi e iniziamo dicendo che, se si è in vacanza in Salento, questa è una cosa da vedere a tutti i costi, anche perché Otranto è una delle mete turistiche più belle e imperdibili di tutta la Puglia. Arrivando nei pressi della cava di bauxite di Otranto vi troverete dinanzi a uno spettacolo mozzafiato. In primis, c’è da sottolineare che questa cava si trova in una posizione molto favorevole, ossia tra Punta Palascia e il Monte Sant’Angelo. Pertanto, avrete questo piccolo laghetto smeraldo, il faro che segna il punto più a est d’Italia e un panorama da togliere il fiato. Grazie a queste peculiarità, questo è uno dei posti più fotografati del Salento e non solo da fotografi del posto, ma anche da coloro che arrivano qui proprio per godere di questa bellezza immensa. Oggi come oggi, infatti, la zona è dismessa e vi si accede facilmente e la foto si scatta facilmente, anche perché il panorama aiuta non poco ad avere uno scatto meraviglioso.

otranto (21)

Quello che colpisce a primo acchito è il contrasto che si crea tra il verde smeraldo delle acque che si sono depositate all’interno della cava e il colore rossastro delle rocce. In più aggiungete il verde intenso e vivo della vegetazione spontanea e il gioco è fatto. Queste caratteristiche rendono la zona una delle mete turistiche più gettonate nel Salento, complice anche il fatto che la vicinissima Otranto non solo è bella ma è anche viva dal punto di vista della nightlife. Come accade in tutta la penisola salentina, tutti i paesini sono vicini e, durante l’estate, si animano di feste, sagre e concerti imperdibili e spostarsi risulta essere semplice e veloce.

Tornando alla cava di bauxite, c’è da sottolineare che non si è avuto, nel corso degli anni dopo la dismissione della miniera, un’opera di recupero ambientale. In poche parole, tutto quello che si vede è stato opera della natura e di null’altro. Con il passare del tempo, le acque hanno riempito lo scavo e da lì non si sono più mosse. Il che significa che, essendosi formato un piccolo laghetto naturale, è nato un nuovo e complesso ecosistema lacustre, semplice ma anche molto interessante da scoprire e studiare. Possiamo considerare questo spettacolo della natura una vittoria di quest’ultima sull’uomo e sul suo tentativo di manipolarla: qui la natura si è rimpadronita del suo spazio e ha fatto proliferare nuove forme di vita che, qualora ci fosse stata ancora una miniera occupata da attività estrattiva, non avrebbero mai visto la luce in quel punto.

A chi vuole visitare le cave di bauxite consigliamo, naturalmente, di alloggiare nella vicinissima Otranto. Qui ci sono possibilità alloggiative per tutte le tasche e tutte le esigenze e, nei pressi dalla cava, ci sono anche diversi campeggi, pensati proprio per tutti coloro i quali preferiscono rimanere a contatto della natura, aborrendo i comfort che, invece, si trovano altrove.

Come detto, Otranto è una città bella da vedere e molto interessante da vivere. Durante il periodo estivo in particolar modo, diventa un po’ una sorta di capitale ideale di tutto il Salento, assieme a Gallipoli che, però, si trova sulla costa ionica, mentre, lo ricordiamo, Otranto si trova sull’Adriatico e guardandone la costa si capisce al volo. Il famoso Castello d’Otranto è spesso sede di bellissime mostre ed esposizioni e questo rende possibile coniugare una bella vacanza fatta di mare e relax, con l’arte e la cultura.

La bella Otranto offre molto a chi la visita: il bellissimo borgo antico ha tanti scorci imperdibili, così come la Cattedrale, simbolo della resistenza contro i Turchi, che conserva le reliquie dei martiri morti per salvare la città. Perdersi tra i vicoli e i vicoletti di Otranto è una bellissima esperienza polisensoriale da fare almeno una volta nella vita. Camminando per le stradine ripide del centro non vi sembrerà di essere al mare, ma poi questo apparirà bello, blu e prepotente e vi riempirà gli occhi di bellezza e magia.

otranto (5)

Ma Otranto offre anche ristoranti tipici tutti da provare, dove gustare non solo il pesce freschissimo pescato in loco, ma anche tutte le specialità culinarie salentine. Locali e bar sono il centro della vita notturna di Otranto: tantissime persone di tutte le età passano le serate a chiacchierare, passeggiare, bere cocktail e divertirsi. Lungo la costa, inoltre, si trovano le discoteche più in della zona. Nel periodo estivo, che corrisponde anche al periodo migliore per visitare la città, nelle vicinanze ci sono tantissime sagre e feste di paese. Ricordiamo, ad esempio, che Otranto è vicinissima a Melpignano, paesino della Grecìa Salentina noto in tutta Italia per la ormai famosissima Notte della Taranta.

Come arrivare alla cava di Bauxite? Arrivare a Otranto è molto semplice, da qualsiasi parte del Salento voi vogliate arrivarci. Può, invece, risultare meno facile arrivare alle cave di cui vi abbiamo parlato. In auto si consiglia di prendere la strada che conduce da Otranto a Santa Cesarea, entrando a Otranto dall’ultimo ingresso possibile. Da qui si dovrà svoltare  a destra per immettersi su una piccola stradina di campagna. Si consiglia, naturalmente, di lasciare l’auto prima che la strada in questione diventi sterrata e proseguire a piedi sino alla vista del lago verde. Se volete raggiungere la cava a piedi vi consigliamo di partire dal porto e di seguire le indicazioni per Orte.

RISORSE UTILI

Per maggiori approfondimenti sul territorio di Otranto si consiglia di visitare il sito www.terredotranto.it

Per soggiornare nel territorio Idruntino, invece, potete visitare i siti affittiestivisalento.it (qui) oppurre il sito Affittinsalento.

 

Foto realizzate da Emanuela Rizzo Fotografa per NelSalento

Alla scoperta della Grecìa Salentina

Avete mai sentito parlare di Grecìa Salentina? Molto probabilmente sì e noi siamo qui per indicarvi con precisione di cosa si tratta e quali comuni ne fanno parte. Iniziamo con il collocare la Grecìa Salentina, che racchiude i comuni di Calimera, Carpignano Salentino, Castrignano de’ Greci, Corigliano d’Otranto, Cutrofiano, Martano, Martignano, Melpignano, Soleto, Sternatia e Zollino. Si tratta, come si vede, di una zona abbastanza estesa che si colloca nella provincia di Lecce e, in particolare, nella zona a sud della stessa.

La peculiarità, che dà anche il nome alla zona, è che si tratta di un’isola linguistica ellenofona  che ingloba, come abbiamo visto, ben 9 comuni, tutti accomunati dal dialetto neo greco, noto anche come griko o grecanico.

Per tutti coloro che si stanno chiedendo come questo sia possibile, facciamo presente che, nei secoli scorsi, la penetrazione greca nella penisola salentina fu notevole e, pertanto, è comprensibile che ne siano rimaste tangibili tracce. Sebbene il tutto abbia radici molto remote, è solo a partire dagli anni ’90 che i comuni della comunità ellenofona decidono di mettersi insieme, formando una sorta di cooperazione il cui scopo è quello di difendere la cultura grika e le tradizioni ad essa connesse che, altrimenti, andrebbero sempre più scomparendo. Legalmente la Grecìa Salentina nasce con la legge n. 142 dell’8 giugno 1990 e, in particolare, con l’articolo 25 della stessa che ne sancisce la composizione e le finalità ultime. Si è sentita, in poche parole, la necessità di preservare una realtà che, altrimenti, rischiava di scomparire. Tutto questo sarebbe stato imperdonabile, perché si tratta di una delle ricchezze del Salento. L’area grecanica della penisola salentina, con la sua cultura, le sue tradizioni, il suo dialetto particolare e incomprensibile ai più, è una delle tante bellezze di questa terra, così composita eppure così omogenea nel suo essere fantastica ovunque si vada.

Nel 2001 nasce, poi, l’Unione dei comuni della Grecia Salentina (www.greciasalentina.gov.it)e, dopo l’ingresso di Carpignano Salentino nella conta dei paesi facenti parte, la popolazione della zona risulta essere maggiore di 54 mila abitanti. Come detto, una delle cose che da sempre accomuna tutti questi paesi è la lingua grika. Ma, oggi come oggi, è sviluppata e parlata come nei tempi passati? La risposta, molto tristemente, è no, perché la realtà è che il griko si sta perdendo e viene parlato da sempre meno persone, per lo più anziani. Il grico e il greco sono due lingue molto diverse, ma, in ogni caso, quello che oggi è considerato un dialetto è da sempre l’espressione tangibile della penetrazione ellenica in Salento. Nel periodo del feudalesimo, però, i feudatari salentini iniziarono ad abbandonare la lingua, per essere accettati da coloro che venivano da fuori: per questo motivo, il griko divenne la lingua del popolo e tale è rimasta. Nei tempi più recenti, però, si è cercato di far sparire del tutto il dialetto griko, considerato un dialetto incomprensibile e nulla di più: ma oggi circa 10 mila persone parlano ancora il griko e persino il Parlamento italiano ha riconosciuto la comunità grika.

Ma cerchiamo di capire, paese per paese, quali sono tutte le cose da non perdere nella Grecìa salentina, con riferimento a tutti i paesi che ne fanno parte. Iniziamo da Sternatia e Soleto, due paesi molto vicini che sono entrambi da vedere. A Sternatia troviamo la Porta Filia e un bellissimo frantoio ipogeo che è imperdibile, perché si tratta di uno dei più belli e noti del Salento. Rimanendo sempre nel paese, si deve fare un salto sia alla Chiesa Matrice che alla Cripta di San Sebastiano. Spostandosi a Soleto, invece, non si può perdere il centro storico, con le varie chiese di Santa Sofia, Santo Stefano e la chiesa matrice.

Spostandosi poi a Carpignano Salentino, si trova molto altro ancora: il palazzo ducale, le mura medievali, il Santuario della Vergine della Grotta, la Cripta Bizantina, la Chiesa Matrice. Come si vede, questo centro ha tanto da offrire e, quindi, un giro è doveroso. Così come lo è una visita a Corigliano d’Otranto che viene definita come il fiore all’occhiello della Grecìa Salentina. Anche qui c’è molto da vedere: la Chiesa Madre, Palazzo Coia, Palazzo Peschiulli, Palazzo Comi, la Torre dell’Orologio e il meraviglioso castello.

Martano, tra tutti i nove comuni, è il più grande e il più popoloso. Questo centro offre molto anche per chi cerca altro oltre alla testimonianze della cultura greca. Gli edifici storici di questo paese sono tanti: tra questi il Palazzo Baronale, che è noto come castello Aragonese, il Palazzo Andrichi Moschettin e i preziosissimi siti archologici che hanno il Menhir del Teofilo e la Specchia dei Mori.

Martano

 

Spostandoci sempre tra i nove comuni, ci si deve necessariamente fermare a Melpignano. Probabilmente il nome di questo comune è noto ai più. Perché? Per la ormai celeberrima Notte della Taranta. Proprio questo è, infatti, l’evento clou dell’estate salentina. Il progetto della Notte della Taranta nasce proprio per volere dell’Unione dei Comuni della Grecìa Salentina con l’intento di tutelare la cultura e le tradizioni di questa zona. Oggi come oggi, la Notte della Taranta è uno degli eventi più famosi del Salento: in particolare, nella serata conclusiva del festival, che si tiene a Melpignano, accorrono in zona migliaia e migliaia di persone che vengono non solo dai paesi limitrofi, ma anche da tutta la provincia. Non mancano turisti che arrivano in zona anche da tutta la Puglia e da tutta Italia, che approfittano dell’evento per passare qualche giorno di vacanza.

Melpignano

Nei giorni del Festival della Notte della Taranta, che si apre ogni anno a Corigliano d’Otranto e si chiude a Melpignano con il famoso concertone, la tradizione grecanica-salentina la fa da padrone ed è un’occasione per conoscere un mondo antico che attira ancora tanta gente, curiosa di scoprirlo divertendosi. Ogni serata vede il focus su un comune diverso, trattandosi, per l’appunto, di un festival itinerante e ogni serata è piena di gente che vuole ballare, divertirsi e scoprire tutte le tradizioni di questa parte di Salento.

Facendo parte della cultura salentina, si spera che la tradizione grika non finisca mai nel dimenticatoio, ma siamo sicuri che non accadrà, perché la volontà di volerla mantenere viva c’è e la si coltiva ogni giorno, grazie all’azione degli enti preposti.

La Grecia salentina, con la sua storia, le sue radici e il suo folklore è una tappa imprescindibile per quanti intendono visitare il Salento.

RISORSE UTILI

Per info e aggiornamenti sulla Notte della Taranta: www.lanottedellataranta.it.

Per prenotare una struttura turistica in Salento si consigliano: www.hotelinsalento.it e www.bbsalento.com.

Foto realizzate da Carmelo Ranieri per Nelsalento.com.